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HIV, cos'è e come si può prevenire



Ci sono molti studi legati alla comparsa di questa malattia e la più accreditata è quella che vede, come causa del primo contagio significativo, l'immunodeficienza della scimmia (SIV) in Africa centrale, che è stata trasmessa all'uomo tra gli anni 20 e 50 del '900.

L'Hiv è un virus che agisce sul sistema immunitario, con un breve periodo di incubazione e una successiva rapida diffusione nel sangue fino a raggiungere i linfonodi.

A differenza di quanti molti ancora credono HIV e AIDS non sono la stessa malattia, l'AIDS è un' immunodeficienza più forte e può essere contratta a seguito dell'infezione dell'HIV.



Quali sono i sintomi del virus HIV? e quando cominciano a comparire?


- linfonodi ingrossati

- febbre

- mal di gola

- eruzioni cutanee

- dolori articolari

- stanchezza/spossatezza


Come risulta evidente questi sintomi sono aspecifici e rendono molto difficile fare una diagnosi accurata visto che possono essere confusi con una normale influenza.



Cos'è il periodo finestra?


Se si sospetta un contagio può essere superfluo fare il test ELISA subito perchè durante questo periodo il virus HIV penetra nell'organismo, si è contagiati e contagiosi ma non si formano subito gli anticorpi anti-hiv (necessari per il risultato del test).

Nel periodo finestra, dunque, non si è ancora sieropositivi perché non è ancora avvenuta la siero-conversione.

Questa fase dura dalle 4 alle 6 settimane (per alcuni però si protrae per almeno tre mesi), dopo il quale si può essere tranquilli che se il risultato del test è negativo lo è veramente.



Quando effettuare il test?



Fare il test ELISA subito dopo l'eventuale evento a rischio può comunque essere utile per capire se c'è stata un'infezione precedente.

Dopo un mese dal rapporto a rischio, per superare la durata media del periodo finestra e per poter riacquistare un po' di tranquillità (visto quanto sono affidabili i test odierni) o di agire tempestivamente in caso di responso positivo.

Dopo tre mesi dal rapporto a rischio, che come anticipato, corrisponde alla durata massima del periodo che serve agli anticorpi per svilupparsi e in caso di responso negativo si ha una certezza quasi assoluta di non aver contratto l'HIV.

Per una diagnosi sicura al 100% oltre al test ELISA o COMBO è necessario un ulteriore test di conferma, il test Western Blot.



Cosa significa essere sieropositivi?


Essere positivi al test dell’Hiv significa esclusivamente aver contratto il virus, non che la malattia colpirà inesorabilmente senza lasciare scampo.

Oggi, anche se la malattia viene scoperta dopo anni dall'infezione e con un sistema immunitario debilitato, la terapia antiretrovirale permette di bloccare e controllare la sua progressione.

Con la giusta terapia è possibile ridurre o addirittura eliminare completamente il rischio di trasmissione, permettendo di affrontare le relazioni affettive e sessuali con uno spirito completamente diverso.

Questa patologia da diritto all'esenzione totale dal ticket, così che tutti i controlli e gli esami diagnostici specifici possono essere eseguiti gratuitamente,

Non si è obbligati a comunicare il proprio stato di salute, ma si consiglia di farlo qualora ci si trovi a subire un intervento.




Come si contrae l'HIV?


Il contatto diretto con il sangue o i liquidi corporei di chi è affetto dal virus, quindi tramite:


- rapporti sessiali vaginali o anali non protetti ( rischio maggiore in presenza di altre infezioni a trasmissione sessuale come : sifilide, herpes genitale, clamidia, gonorrea o vaginosi batterica).

- condivisione di aghi contaminati, altri dispositivi inettivi (anche aghi per piercing, tatuaggi).

- trasfusioni di sangue o trapianti (praticamente assenti i casi in Italia).

- contatto con una ferita aperta.

- al bambino, durante la gravidanza (contagio intrauterino), al momento della nascita o durante l'allattamento.



Cosa si può fare azzerando i rischi?

Nei rapporti personali :

- Abbracciarsi, baciarsi sulle guance, stringere la mano, condividere bicchieri e posate, condividere il letto e asciugamani, starnuti e tosse. Da evitare invece la condivisione di rasoi o spazzolini da denti.

Masturbazione maschile e femminile:

- se non viene coinvolta la bocca può essere praticata senza rischi (a meno che la pelle delle mani non sia compromessa da piccole ferite o tagli, in questo caso c'è un basso rischio).

La circoncisione viene consigliata per ridurre considerevolmente i rischi di contagio visto che si rimuove la parte del prepuzio dove si formano numerosi batteri.

Per azzerarlo però, il preservativo resta l'unico metodo sicuro.




Si può guarire dall'HIV?


Nonostante si possa tenere a bada la malattia e i progressi della medicina stiano facendo balzi in avanti non c'è una vera e propria guarigione dall'HIV.

Sono stati riscontrati periodi di guarigione apparente, in alcuni casi (soprattutto bambini) si è potuto evitare la somministrazione di farmaci anche per 8 anni di seguito.

Un caso davvero incoraggiante è quello di un 45enne inglese, dichiarato guarito grazie ad una cura sperimentale sviluppata da Oxford, Cambridge, Imperial College, University College London e King’s College. 

La prima fase prevede un vaccino che aiuta l’organismo a riconoscere le cellule infette e ad eliminarle.

Nella seconda la molecola "Vorinostat" fa attivare le cellule contenenti il virus dormiente in modo che possano essere captate e combattute dal sistema immunitario.

Proprio questa seconda parte potrebbe rappresentare l’ottenimento della prima cura completa contro HIV.

Tuttavia il rischio di ricaduta ancora sussiste e non può essere ignorato.





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